CRISI DI COPPIA: CAUSE E SOLUZIONI

La frenesia della quotidianità, spesso, non aiuta la coppia, ma porta a innalzare delle barriere di comunicazione: quali sono le vere ragioni per cui una coppia va in crisi?

Cinque motivazioni principali che portano la coppia a entrare in crisi:

  1. l’evoluzione e il cambiamento di uno solo dei due partner: nel corso della relazione i propri bisogni individuali cambiano, se però cambiano in due direzioni opposte o magari in momenti diversi, può capitare che uno dei due cambi e l’altro in quel momento non lo segua nella stessa direzione;
  2. la rottura del patto implicito: ogni coppia si sceglie sulla base di alcune “condizioni” che non vengono dichiarate apertamente, ma restano “non dette, implicite, date per scontate”. Ci si aspetta dall’altro che si comporti in un certo modo, si nutrono delle aspettative silenziose, che se vengono disattese portano alla crisi (per esempio pensiamo a un uomo che fa sempre tardi al lavoro e rientra spesso dopo cena, mentre la donna dava per scontato che si cenasse insieme tutte le sere);
  3. non c’è stato lo svincolo dalla famiglia d’origine da parte di uno dei due partner: oppure la famiglia d’origine interferisce troppo nella vita della coppia, invadendo i confini della coppia stessa;
  4. eventi troppo stressanti: malattie, motivi economici, lutti, nascita di un figlio portatore di handicap;
  5. sindrome da trascuratezza della coppia.

A quali sintomi è bene prestare attenzione, prima che sia troppo tardi?

Al termine crisi viene data spesso comunemente un’accezione negativa, perdendo di vista l’opportunità di cambiamento, di evoluzione e di crescita che ogni crisi porta con sé. Ogni coppia attraversa nella sua storia tanti momenti di crisi: la maggior parte di questi vengono gestiti e risolti in autonomia dalla coppia stessa, che è in grado di adattarsi e di modificare il proprio equilibrio sulla base dei propri bisogni, che nel corso tempo cambiano e sono diversi.

Questi momenti di crisi, in genere, possono verificarsi nei periodi critici del ciclo di vita della coppia, pensiamo per esempio alla nascita di un figlio o alla perdita di un genitore di uno dei due partner. Ci sono poi altri momenti di crisi, non determinati da un solo evento scatenante, ma dalla concomitanza e dalla complessità data da più fattori, che determinano una difficoltà nella relazione che perdura nel tempo, a cui la coppia non trova le risorse per far fronte, o meglio, a cui risponde con delle mosse relazionali che non portano ai risultati auspicati. Ognuno gioca infatti all’interno della propria relazione di coppia delle mosse relazionali, con l’obiettivo di ottenere dall’altro riconoscimento, ovvero amore e stima.

Quando vengono meno entrambi, o uno solo di questi due aspetti, i due partner cercano di far in modo di ottenere dall’altro queste componenti venute meno, spesso però inconsapevolmente lo fanno rinforzando le stesse modalità relazionali che non hanno funzionato in precedenza. Quindi, la crisi invece di risolversi si rinforza.

Il calo del desiderio sessuale, l’apatia, possono essere sintomi di un rapporto d’amore ormai finito?

Il desiderio sessuale non è indicatore né dell’esistenza di un legame di coppia, né della salute della coppia stessa. Nel corso del tempo, la relazione di coppia si trasforma, i bisogni e i ritmi di vita cambiano e cambia anche l’equilibrio sessuale. Il sesso può essere una conseguenza di una difficoltà comunicativa nella coppia, o ancora se la coppia diventa teatro di conflittualità o se l’altro viene visto quasi come un estraneo, con cui non si condivide più nulla, diventerà difficile aprirsi a uno scambio così intimo come quello sessuale.

Un’altra considerazione da fare è che la sessualità è sì un indice relazionale, ma ognuno dei due partner porta nel vivere il sesso un proprio bagaglio personale, dove rientra la propria autostima, l’educazione ricevuta, la relazione con la famiglia, le esperienze pregresse vissute e le proprie credenze. Quindi, per tornare alla domanda, la risposta è: potrebbe essere così, ma non è detto, non vi è una relazione lineare tra crisi di coppia e mancanza di desiderio sessuale.

Quali sono i consigli che darebbe a una coppia in crisi per superare questo momento?

Se due partner si trovano a vivere un momento di crisi, il mio consiglio è quello di fermarsi ad ascoltarsi, capire cosa sta succedendo, quali sono i propri pensieri e le proprie emozioni, dando quindi un senso al proprio vissuto. Comunicare inoltre con il partner, cercando di mettersi nei suoi panni e comprendere i suoi bisogni, esprimendo allo stesso tempo i propri. Alle volte però la conflittualità è troppo accesa oppure la crisi si è talmente cronicizzata che la coppia da sola non ha gli strumenti per farvi fronte.

Occorre allora in questi casi saper chiedere l’aiuto di un terapeuta della coppia, che possa aiutare i partners ad approfondire le motivazioni che hanno portato alla crisi, il ruolo che ciascuno ha avuto nel determinare la situazione attuale e per capire se e come sia possibile aiutare la coppia a rilanciarsi verso la ripresa di una relazione sana e autentica, che riporti benessere sia nella propria vita individuale sia nella relazione stessa.

Il ruolo del terapeuta è quello di facilitare un processo attraverso il quale la scelta sia finalizzata al benessere di entrambi i partner, che questa sia quella di stare bene insieme piuttosto che di lasciarsi senza stare troppo male, obiettivo che le difficoltà relazionali spesso precludono senza l’apporto terapeutico.

Il percorso di coppia prevede un iniziale ciclo di 3/5 incontri, dopo i quali la finalità (e l’opportunità) del lavoro terapeutico viene discussa congiuntamente.
In genere la cadenza degli incontri è fissata ogni quindici giorni circa; la durata degli incontri è di un’ora un’ora e mezza.

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